L’inverno: luci e forse non più cinema

L’inverno: luci e forse non più cinema
L’inverno: luci e forse non più cinema
L’inverno è sempre più vicino. Nonostante il freddo, molti di noi non vedono l’ora di godersi le atmosfere magiche della stagione, dovute al fatto che fa buio prima e le città si illuminano. Luci, luci e luci. È innegabile: poche cose battono le passeggiate tra le vetrine illuminate. Senza poi parlare delle luci di Natale, che fanno l’80% del fascino dei mercatini. E se da un lato, una delle magie dell’inverno sta per tornare più forte che mai, dall’altro uno degli intrattementi più tipici della stagione è in grave crisi: il cinema. Fino a subito prima del Covid, una conversazione tipica di un venerdì di febbraio si svolgeva così: “Cosa facciamo?” “Boh. Ti va di andare al cinema? Decidiamo là cosa guardare.” Adesso, invece, il cinema è in crisi di spettatori e i motivi sono tanti.

Qualità sempre inferiore

Un tempo, il cinema era sinonimo di cultura. I film erano costosi, quindi andavano realizzati al meglio delle proprie capacità: per sopravvivere era necessario migliorare, rischiare e provare a fare cose creativamente innovative, o il pubblico si sarebbe annoiato. Proprio per le esigenze monetarie, però, nel tempo le case produttrici hanno cominciato a muoversi su due binari:
  • uno dedito alla produzione di blockbuster; film leggeri e adatti a tutti finalizzati a fare cassa.
  • uno per sviluppare prodotti innovativi, finanziati con i fondi ottenuti dai best seller
Oggigiorno il mondo della fantasia è sempre più corporate e il secondo filone sta interamente scomparendo, lasciando spazio a meno prodotti, di qualità minore che si prendono meno rischi (basti guardare i remake Disney - sono storie di successo, rifatte) e che garantiscono introiti. Eppure, sappiamo che il pubblico reagisce bene a prodotti nuovi: basti pensare a Barbie. Non un progetto di nicchia, ma che emerge dalla massa, distinguendosi per creatività, qualità e per il fatto di essere una commedia in un momento in cui se ne sente fortemente la mancanza.

La competizione dei media digitali

Già da tempo molti hobby erano stati abbandonati di social media come Facebook, Instagram ecc. Con l’introduzione dei servizi di streaming, però, la situazione si è aggravata. Parzialmente, questo è dovuto al motivo soprastante: perché si dovrebbe andare al cinema, quando ci si può intrattenere a casa, guardando serie di buona qualità e per una frazione del costo? L’altro fattore molto importante è la pubblicità. Come già criticato durante i David di Donatello 2025, molti progetti - soprattutto nostrani - nelle grandi sale non vedono molti fondi. Questo vuol dire anche poca pubblicità e sforzi di marketing. Se il problema è che le persone sono sempre attaccate al micro-schermo, è evidente che per agganciarle, è necessario fare arrivare agli occhi di tutti la proposta. E’ questo che ha reso Barbie il successo che stato: una campagna marketing così aggressiva da trasformare la visione del film in un’esperienza collettiva. Un movimento che ha poi trainato le vendite di un secondo film oltre ogni più rosea aspettativa: Oppenheimer.

I costi

Spesso si scherza che un pacco di gomme da masticare al cinema costa mille euro. Nonostante siano battute, riflettono il problema per cui i costi di biglietti, cibo e bibite siano saliti in maniera vertiginosa. E’ quindi la combinazione di disinformazione, costi elevati e scarsa qualità che sta uccidendo il cinema. Perché, siamo onesti, chi va a vedere un film sul grande schermo non lo fa solo per curiosità, ma per avere un determinato tipo di esperienza. Lo fa per stare in compagnia, per il sistema audio, per essere stupito. Finché questa sarà la situazione, le luci nei cinema di tutta Italia continueranno a spegnersi. Perciò vi rivolgiamo un appello: fate la vostra parte. Informatevi, approfittate delle offerte, andate al cinema e fate sentire la vostra voce. Perché le luci invernali sono belle, sì, ma lo è anche il grande schermo.
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